Viste le ultime vicissitudini vaticaliche, è evidente che le priorità di Cota, Zaia & Co. non sono, come hanno sempre voluto farci credere, il federalismo, le ronde, il dialetto veneto, "padroni a casa nostra" e "Roma ladrona", bensì questioni che parevano restare fuori dall'orbita d'azione verde-celodurista: l'IVG e la Ru486. Si veda qui.

La prontezza con cui si sono prostrati alle direttive vaticane fa supporre che l'interesse, tanto sbandierato, verso il nord e le sue esigenze sia comunque secondario alle esigenze dello stato vaticano.
Del resto, il vaticano è stato pronto a lodare l'iniziativa leghista di bloccare la pillola Ru486 affinché non entri negli ospedali veneti e piemontesi. Chissà se tale iniziativa era presente nei programmi sbandierati durante la campagna elettorale, quando Zaia si faceva ritrarre nei manifesti con la scritta "Prima il Veneto"...
Forse "Prima il Vaticano" sarebbe stato uno slogan più veritiero, anche se senza dubbio meno efficace ai fini della campagna elettorale.
Lucrezia Stocco
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