Anche se non era difficile da prevedere, viste le varie vicende Ru486, testamento biologico, pillola del giorno dopo, crocifisso, preti negli ospedali veneti pagati come infermieri e con contratto a tempo indeterminato (alla faccia dei precari!), eccetera eccetera, sono rimasta tuttavia (e ingenuamente, devo dire) colpita dalla solerzia con cui il nostro (?) governo procede senza se e senza ma sulla via della clericomisoginia.
Ultime news dal feudo vaticano che ci ostiniamo a chiamare Italia [1]: sembra che Gasparri abbia firmato un ddl per modificare l’articolo 1 del Codice Civile al fine di estendere la capacità giuridica anche all’embrione, ossia al momento del concepimento anziché a quello della nascita. Tale provvedimento è stato a lungo voluto dal cosiddetto “movimento per la vita [2]” (il cui presidente è Carlo Casini).
Non mi soffermo a delineare le conseguenze ovvie di questo fatto - se il ddl diventasse legge, la fine della 194 (che già adesso non gode di buona salute, visto che è invalidata al suo interno dall’“obiezione di coscienza”, per cui molti medici obiettano a svolgere un loro dovere alla luce del sole e preferiscono farlo di nascosto per farsi pagare di più) è scontata. L’aborto tornerà a essere un reato o se non altro diventerà estremamente difficile per chiunque ricorrervi senza superare trafile burocratico-giuridiche variamente kafkiane e probabilmente l’accusa di tentato omicidio.
L’Italia, dal canto suo, tornerà a essere una teocrazia misogina, questa volta però lo sarà “legalmente” e chiaramente, ben visibile da tutti i lati. Non ci potranno più essere dubbi in proposito.
L’unica nota positiva, in tutto questo sfacelo, è la domanda posta da Donatella Poretti (Radicali) alla pia trinità Gasparri-Bianconi-Quagliarello: “a quando il carcere per chi masturbandosi uccide spermatozoi?”
Lucrezia Stocco
Note
[1] www.gazzettino.it
[2] La vita degli embrioni, ovviamente, ché di quella delle persone non gliene può importare di meno...
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