Domenica 14 Giugno 2009 10:34
Lucrezia Stocco
Nel 1995 Riane Eisler, antropologa e storica statunitense di origine austriaca, pubblica il voluminoso saggio dal titolo Sacred Pleasure: Sex, Myth, and the Politics of the Body (Harper, San Francisco) [1]. Il saggio riguarda argomenti quali la sessualità, il mito e le politiche che riguardano il corpo, nonché i loro reciproci legami. L’ambito d’indagine principale, a causa della vastità e della portata dell’argomento, riguarda quasi esclusivamente il mondo occidentale e le relazioni eterosessuali (tuttavia non mancano accenni anche ad altre tradizioni e modelli sessuali). Le ricerche vengono effettuate in molteplici campi disciplinari, quali la biologia, la psicologia, la sessuologia, la sociologia, l’economia, l’archeologia, la storia dell’arte, la letteratura e la mitologia. Scopo del lavoro di Eisler è proporre e promuovere un nuovo modello politico sociale per il futuro, un modello che riprenda le antiche radici gilaniche della Vecchia Europa (contrapposte a quelle moderne patriarcali-indoeuropee) e che miri a rendere i rapporti interpersonali – e principalmente i rapporti uomo-donna – non più basati sul dominio della forza ma su legami di rispetto, reciprocità e cura.
Ultimo aggiornamento Martedì 23 Giugno 2009 20:44
Leggi tutto...
Domenica 29 Marzo 2009 12:46
Lucrezia Stocco
Il saggio di Rosemary Jackson Il fantastico. La letteratura della trasgressione (titolo originale Fantasy: The Literature of Subversion, London and New York, Methuen, 1981) è tutt’ora interessante e coinvolgente per la teoria che propone sulla letteratura fantastica quale portatrice di valori ed istanze sovversive. Di questo saggio ho trovato una copia dell’edizione Tullio Pironti, Napoli, del dicembre 1986, copia per la verità alquanto malmessa dal punto di vista di ortografia e impaginazione. Si potrebbe quasi dire che quest’opera è una reliquia, visto che non ne ho trovato ristampe né edizioni più recenti. Ne parlo qui sia perché il tema del fantastico è qualcosa che mi ha sempre coinvolto (in particolare nelle sue manifestazioni letterarie), sia perché ritengo che questo studio abbia ancora una certa rilevanza per la letteratura. Mi sembra, inoltre, che al saggio della Jackson non venga data l’importanza che merita all’interno delle istituzioni culturali e l’utilizzo della rete quale mezzo per dare risalto alle opere che non ne ottengono da parte di altri canali è quanto mai necessario nell’attuale frangente politico-culturale.
Ultimo aggiornamento Lunedì 18 Maggio 2009 20:59
Leggi tutto...
|
Sabato 27 Dicembre 2008 13:34
Lucrezia Stocco
Partendo da un'analisi del film di Ingmar Bergman Il silenzio, vorrei illustrare brevemente e soggettivamente quella che è la visione filosofico-religiosa del grande cineasta svedese, comparandola con quella dello scrittore boemo Franz Kafka e con quella del filosofo esistenzialista Jean-Paul Sartre, e cercando di delineare quest'ultima come l'unica in grado di fornire all'essere umano una via praticabile e positiva, non inevitabilmente destinata alla distruzione o alla disperazione come le precedenti. 1. Il silenzio: Bergman e la ricerca vana Il silenzio, film di Ingmar Bergman del 1963, è l’ultimo di una triade (preceduto da Come in uno specchio e Luci d’inverno, del 1961) che mette in scena il silenzio di Dio, ovvero la sua assenza e quindi l’incomunicabilità tra le persone e la disperazione che nasce quando si prende atto che l’universo è privo di senso, di una causa prima e di uno scopo ultimo.
Ultimo aggiornamento Domenica 14 Giugno 2009 10:45
Leggi tutto...
Sabato 27 Dicembre 2008 13:19
Sebastián Basualdo
Nadie ignora la importancia que el vino ha tenido y tiene dentro de la literatura. Como afirma el doctor Fraschini: comenzando por Homero –el episodio del Cíclope-, pasando por los escritos de Hesíodo -los pasajes dedicados al cultivo de la vid- en los Trabajos y días-, o en obras como Las bacantes, de Eurípides, en Virgilio sobre todo en el libro II de las Geórgicas, incluso en el Antiguo Testamento (El origen del vino, en el episodio de Noé Génesis, IX. Los beneficios de la moderación en el consumo del vino. Proverbios, XX, en Eclesiastés X, y tantos otros). Más tarde en la poesía medieval –Libro de buen amor o los Carmina Burana-, los románticos –Keats, Espronceda, etc- los modernistas –Baudelaire, Verlaine,- hasta los contemporáneos y, por sobre todo, hasta el poeta chileno Pablo Neruda. El vino ha estado junto a la literatura desde siempre, o como diría Horacio: “Si se ha de dar crédito, docto Mecenas, al viejo Cratino, ninguno de los poemas escritos por bebedores de agua pueden gustar ni perdurar largo tiempo. (...) Homero nos descubre su afición al vino por los elogios que de él hace. El mismo padre Ennio, a no ser bebido, nunca se lanzó a cantar las armas”.
Ultimo aggiornamento Martedì 23 Giugno 2009 20:45
Leggi tutto...
|